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Rischio sismico

Partendo dal presupposto il rischio sismico è un rischio naturale e che per questo tipo di rischio non esistono previsioni certe sul verificarsi dell’evento, la previsione a lungo termine è quella decisamente più affidabile da un punto di vista della prevenzione dei danni. La previsione a lungo termine, basata essenzialmente sullo studio delle caratteristiche tettoniche e sismologiche di una determinata area, sulle serie storiche dei sismi e sui calcoli probabilistici, tende ad individuare in un determinato territorio le probabilità che un evento sismico si verifichi in un determinato intervallo di tempo e le sue caratteristiche di intensità e magnitudo.
Tali studi possono essere molto utili ai fini della classificazione sismica delle zone per individuare priorità d’intervento nelle aree a rischio maggiore.
La Penisola Salentina, pur non essendo interessata da frequenti sismi di forte intensità, presenta degli interrogativi di indubbia importanza circa la probabile presenza nel suo ambito di aree sismiche attive.
Non si conoscono epicentri sicuri nel territorio della Penisola, mentre si può affermare che
il Salento risente con buona intensità delle scosse indirette che provengono dall'Appennino e nelle aree sismiche d'oltre mare, in particolare dell'Egeo.
Da alcuni documenti storici che riportano ipotetici epicentri verificatisi nel Salento tra l'anno 1087 ed il 1970, con l'ubicazione degli epicentri e l'intensità macrosismica M.S.K. si ha che la distribuzione dell'intensità dei valori più elevati si osservano all'incirca al centro della Penisola (Nardò, IX M.C.S.) e nelle estreme aree settentrionali della stessa. Intensità dell'ottavo grado sono note nella zona estrema meridionale.
Tali scosse che hanno interessato il Salento sono quasi certamente provocate da scuotimenti che hanno avuto origine in altre aree. Inoltre è da rilevare che gli incrementi di intensità sismica verificatisi localmente nel territorio Salentino, per un medesimo terremoto, non sono correlabili con le principali lineazioni tettoniche presenti nella Penisola. Nella carta sismica nazionale del 1998 il comune di Lequile non risultava tra i comuni classificati come a rischio.
Nella figura successiva è stato riportato uno stralcio della mappa della pericolosità sismica
nazionale (riferimento: Ordinanza PCM del 28 aprile 2006 n.3519, All.1b). La carta è espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni riferita a suoli rigidi (Vs > 800 m/s; cat.A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005) 30.
Il territorio di Lequile ricade nella classe compresa tra lo 0.050 - 0.075, un valore molto basso e quindi a rischio trascurabile.

Mappa sismica Puglia
Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale. Stralcio della Regione Puglia (fonte INGV)

In seguito, ai fini della D.G.R. della regione Puglia n. 1538 del 2 marzo 2004, anche i comuni non classificati sismici come Lequile sono stati classificati in classe 4 cioè non a rischio sismico.

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