Vai al contenuto

Rischio incendio di interfaccia

Con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3606 del 2007 e il Decreto Commissariale n.2 del 18 ottobre 2007 vengono dettate nuove indicazioni 5 per l’aggiornamento e/o per la redazione dei Piani Comunali di Emergenza.
La valutazione del rischio da incendi boschivi è data dalla somma tra la pericolosità e la vulnerabilità.

Analisi della pericolosità

Nella Tavola 2 è stata riportata la perimetrazione delle aree di interfaccia utile alla definizione del rischio incendi. Tale tipo di perimetrazione è definita “classica” cioè con la presenza di frammistione fra strutture ravvicinate tra loro e la vegetazione (periferie dei centri urbani, villaggi, ecc.). In generale la perimetrazione degli insediamenti urbani di Lequile può essere riassunta in Centro urbano che comprende Lequile e la frazione di Dragoni ormai conurbate, il rione Paladini al confine con San Pietro in Lama ed in fine le case sparse.

Tavola 2. Carta delle fasce e aree di interfaccia
Tavola 2. Carta delle fasce e aree di interfaccia

La perimetrazione dei centri urbani rappresenta la prima fase per la definizione del rischio incendi. Ad essa segue quella della definizione della fascia di perimetrazione dei 200 metri illustrata in Tavola 2 con il colore rosso. La vicinanza dei perimetri delle case sparse con quello del centro urbano crea un’unica fascia perimetrale quasi del tutto omogenea, lasciando solo in alcuni casi aree libere all’interno del confine comunale.

Ai fini della valutazione della pericolosità è necessario analizzare alcuni fattori, cui è stato attribuito un peso diverso a seconda dell’incidenza che ognuno di questi ha sulla dinamica dell’incendio. In particolare è stata analizzata la vegetazione presente all’interno della fascia perimetrale individuata in precedenza e raggruppata in quattro categorie:

  1. Coltivi e pascoli
  2. Coltivi abbandonati e Pascoli abbandonati
  3. Boschi di Latifoglie e Conifere montane (uliveti, frutteti)
  4. Boschi di Conifere Mediterranee e Macchia

Oltre al tipo di vegetazione presente è stata inoltre analizzata la densità divisa a sua volta in due categorie:

  • rada
  • colma

Dato che le formazioni vegetazionali hanno comportamenti diversi nei confronti dell’evoluzione degli incendi a seconda del tipo di specie presenti, della loro mescolanza, della stratificazione verticale dei popolamenti e delle condizioni fitosanitarie, alcune essenze arboree autoctone come gli uliveti e i frutteti sono state assimilate alle specie appartenenti alla terza classe, ma con densità “rada”.
Dalle analisi sulla componente vegetazionale e della densità vegetativa emerge che sul territorio di Lequile (esclusa l’area a nord del centro abitato) non vi sono boschi di natura consistente, ma piuttosto piccoli giardini privati e filari di Pini Secolari o di tipo Sempreverde. Per il resto il territorio è utilizzato in gran parte da colture arboree di uliveti e frutteti, e da coltivi e Pascoli. Anche per quanto riguarda la densità non si registrano superfici vegetative di tipo colmo, ma soprattutto di tipo rado.
Essendo il terreno di Lequile di natura prevalentemente pianeggiante, la sua pendenza risulta quindi assente e quindi di valore pari a “0”.
Per quanto riguarda il contatto delle sotto-aree con aree boscate o incolti, in base alle analisi dell’ultima ortofoto disponibile (Agea 2010) e situ si può affermare che tale tipo di contatti sono assenti o del tutto trascurabili e quindi pari a valore “0”.

Dagli ultimi dati disponibili sugli incendi boschivi di Lequile (catasto degli incendi boschivi aggiornamento 2011), emerge che sul territorio comunale e precisamente in località “Bosco Buia” (a nord del centro abitato) l’ultimo evento è avvenuto nell’anno 2010, e ha visto percorsa una porzione dall’incendio di circa 1.36 ha.
Tra il 1998 e il 2010 si sono verificati in totale 49 eventi sul territorio, ponendo Lequile al terzo posto nella classifica provinciale dopo Lecce (229) e Otranto (50), registrando in
totale una superficie percorsa dal fuoco paria a 42,51 ha.
In base a queste caratteristiche il nuovo Piano AIB 2012-2014 colloca il territorio di Lequile in 3 classe per la quale indica priorità di intervento di prevenzione.
Il risultato finale è la rappresentazione cartografica delle classi di pericolosità per gli incendi di interfaccia all’interno della fascia perimetrale con i seguenti colori: rosso-alta; arancione-media; giallo-bassa. La carta della pericolosità del comune di Lequile è
rappresentata nella Tavola 3.

Tavola 3. Carta della pericolosità di incendio di interfaccia.
Tavola 3. Carta della pericolosità di incendio di interfaccia.

 

Analisi della vulnerabilità

L’analisi della vulnerabilità è stata ottenuta individuando all’interno della zona di
interfaccia i beni esposti (edifici scolastici, ospedali, ecc.). Per interfaccia si intende una fascia di continuità tra le strutture antropiche (insediamenti abitativi, scuole, luoghi di
lavoro, infrastrutture, ecc.) e la vegetazione ad essa adiacente esposte al contatto con i
sopravvenienti fronti di fuoco. La fascia ha una larghezza media compresa tra i 25 e i 50
metri, variabile a seconda delle caratteristiche tipiche del luogo (tipologia degli
insediamenti, ecc.).
Ai fini della successiva fase di calcolo del rischio, i valori della vulnerabilità sono stati
raggruppati in tre classi riportati nella seguente tabella.

Valore assegnato al bene esposto Valore della Vulnerabilità
1 - 3 Basso
4 - 6 Medio
7 - 10 Alto

Nella Tavola 4 è riportata la Carta della Vulnerabilità agli incendi di interfaccia.

Tavola 4. Carta della Vulnerabilità agli incendi di interfaccia
Tavola 4. Carta della Vulnerabilità agli incendi di interfaccia

 Valutazione del Rischio

La valutazione del rischio incendi è stata calcolata incrociando i valori ottenuti dalla valutazione della pericolosità e quelli relativi alla vulnerabilità.

Il rischio incendi è rappresentato da un perimetro di 4 differenti tonalità di colore, ognuna corrispondente ad una classe di rischio:

  • R1 = nullo (colore nella figura bianco);
  • R2 = basso (colore nella figura giallo);
  • R3= medio (colore nella figura arancione);
  • R4 =alto (colore nella figura rosso).

Nel caso di Lequile, il perimetro del rischio individuato (Tavola 5) presenta un livello che va da basso (colore giallo), a medio (colore arancione) ad alto (colore rosso). È da far presente che le aree dove insiste il rischio medio non è dovuto alla presenza di pericolosità alta (presenza di Boschi di Conifere Mediterranee e Macchia, densità colma, forti pendenze del terreno, ecc.), ma piuttosto al valore della vulnerabilità del centro urbano (presenza di beni esposti al rischio lungo l’area di interfaccia).

Tavola 5. Carta del rischio incendi di interfaccia
Tavola 5. Carta del rischio incendi di interfaccia

Per i casi di emergenza sono stati individuati tre punti possibili per l’approvvigionamento idrico sul territorio comunale di Lequile:

  • Circolo Tennis, pozzo artesiano con pompa funzionante
  • Campo Sportivo Comunale, pozzo artesiano con pompa funzionante
  • Cisterna Istituto Andrioli.
Accessibility